La decisioneDue anni fuori da ogni torneo ufficiale
La sospensione vale per tutti i tornei sanzionati, a qualunque livello di Organized Play: i Regional Qualifier, i Regional Championship, le Showdown Series e i Mondiali, ma anche le serate che i negozi organizzano con il marchio ufficiale. Fino al 1° gennaio 2029 Koko Lopez non può sedersi a nessuno di quei tavoli, e un’altra violazione gli costerebbe una sanzione ulteriore.
La sentenza è comparsa oggi su Competitive Operations, l’archivio dei provvedimenti disciplinari di Riot: per ora è l’unico caso Riftbound in quell’elenco.
I fattiChe cosa hanno visto i giudici a Los Angeles
La ricostruzione di Riot parte dal secondo turno. Un giudice di sala nota che Koko Lopez divide il mazzo delle rune in pile e poi lo rimette insieme senza mescolarlo davvero, e che le rune escono partita dopo partita nello stesso ordine. Finito il turno, i giudici lo vedono sistemare le rune in una sequenza precisa prima di rimetterle nella scatola.
Al terzo turno i giudici lo tengono d’occhio: non mescola il mazzo delle rune e non lo porge all’avversario perché lo tagli. Intervengono, lo controllano e trovano la stessa sequenza di prima. Squalifica immediata; poi il caso passa a Riot, che apre un procedimento disciplinare e lo invita a rispondere per iscritto.
Mazzo delle rune
Il secondo mazzo di ogni giocatore: dodici carte di riserva. Ogni turno ne entrano in gioco due e danno l’energia e i colori per giocare le carte. Saperne l’ordine vuol dire sapere quando avrai il colore giusto.
Mescolata a pile
Il pile shuffling: si distribuiscono le carte in pile e poi si rimettono insieme. Serve a contarle, non a mescolarle: l’ordine finale resta prevedibile. Lo dice il regolamento al punto 703.7.b.
| Articolo | Che cosa dice, in parole semplici |
|---|---|
| 703.7 | Randomizzazione insufficiente: il mazzo non è stato mescolato davvero. Se sospetti che l’avversario non lo abbia fatto, chiama un giudice. |
| 703.7.b | La mescolata a pile non è un metodo di mescolamento valido: è solo un modo per contare le carte. |
| 704.8 | Barare non è tollerato a nessun livello di gioco. |
| 704.8.b | Mentire a un giudice è a sua volta barare. |
| 705.3.c | Barare è vietato, e lo è anche aiutare qualcun altro a farlo. |
Il metroPerché 2029 e non una sanzione più breve
Riot dice di aver pesato tre cose: se il gesto fosse intenzionale, se fosse preparato in anticipo o una sbadataggine, e quanto vantaggio desse. Sul primo punto la sentenza è netta: le nove rune Chaos e tre Order erano disposte in uno schema che si ripete, tre e una. Aver preparato il mazzo e poi non averlo mescolato né fatto tagliare, scrive Riot, dimostra pianificazione e intenzione.
L’ammissione di colpa e le scuse pubbliche sono state considerate attenuanti, ma non bastano: una sanzione più corta non avrebbe rispecchiato la gravità dei fatti. La vicenda gli era già costata il posto in squadra: il 7 ottobre ChallengerTCG lo aveva rimosso dopo l’uscita di alcune clip. Ad agosto era arrivato secondo all’RQ di Barcellona con Kennen.
Perché conta per noi. Fra due settimane e mezzo c’è il Regional Championship europeo di Stoccarda (6-8 novembre), con diversi italiani qualificati. Questa sentenza dice due cose a chi ci va. Primo: il controllo sul mescolamento lo fanno davvero, e la segnalazione è partita da un giudice di sala, non da una clip su internet. Secondo, e vale anche al torneo del giovedì sera: mescola tu il mazzo e le rune dell’avversario, e se qualcosa non torna chiama un giudice. Tagliare non basta: se le rune sono a intervalli regolari, il taglio sposta solo il punto di partenza.
In sintesi
- Riot sospende Koko Lopez da tutti i tornei ufficiali di Riftbound fino al 1° gennaio 2029, a qualunque livello di Organized Play.
- Il motivo: all’RQ di Los Angeles del 26 settembre aveva ordinato di proposito il mazzo delle rune, nove Chaos e tre Order in uno schema ripetuto.
- I giudici lo avevano notato al secondo turno e colto sul fatto al terzo, quando non ha mescolato né fatto tagliare.
- Ammissione e scuse pubbliche sono state considerate attenuanti, ma la sentenza è definitiva e non si può impugnare.
Fonte: Riot Games – Competitive Operations, sentenza su Koko Lopez. Immagini: Riot Games.
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